Volume 1 – Numero 2 – Luglio 2018

 

Volume 1 - Numero 2 - Luglio 2018

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luglio 26, 2018

Editoriale

di Luigi Fiorentino - Presidenza del Consiglio dei Ministri
e Elisa Pintus - Università della Valle d’Aosta


RIPM, nasce con l’intento di diffondere nelle istituzioni pubbliche una cultura spiccatamente orientata all’innovazione. RIPM è una rivista scientifica che propone uno sguardo globale con un’attenzione alla relazione fra sperimentazione e trasformazione in un contesto di profondo cambiamento economico, sociale, culturale e tecnologico[...]

SPECIAL FOCUS

Pubblica amministrazione e sviluppo economico
luglio 26, 2018

Gli indicatori del Bes quali strumenti di better regulation per la quantificazione degli impatti nelle Air e nelle Vir

di Stefano Bruni - Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati
e Gabriele Mazzantini - Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato


Il presente articolo illustra le sinergie che potrebbero essere ottenute dall’utilizzo di alcuni indicatori del Benessere equo e sostenibile (Bes) all’interno dei processi di Analisi d’impatto della regolazione (Air) e di Valutazione d’impatto della regolazione (Vir). Uno dei limiti spesso attribuiti alle Air e alle poche Vir realizzate nel nostro paese, infatti, è quello di valutare (nella migliore delle ipotesi) le opzioni prendendo in considerazione soltanto stime qualitative dei loro impatti, tralasciando di effettuare stime quantitative. I motivi di tale limite sono diversi, non ultimo la scarsa dimestichezza della nostra classe dirigente con strumenti di analisi valutazione delle politiche pubbliche. La crisi economica e lo stato dei conti pubblici, che, soprattutto in tempi recenti, hanno ridotto le possibilità di scelta dei decisori pubblici, chiamandoli ad una maggiore responsabilità nella scelta di dove destinare le sempre più scarse risorse pubbliche, impongono tuttavia di far ricorso a strumenti di better regulation che consentono di aumentare la qualità delle politiche pubbliche. Il ricorso ad alcuni indicatori del Bes, nonché la possibilità di elaborarne alcuni nuovi e ad hoc, potrebbero permettere, almeno nel breve periodo, di effettuare Air e Vir basate sulla stima quantitativa degli effetti delle regolazioni e, perciò, più efficaci e precise.
luglio 26, 2018

Una Metodologia di Multi Criteria Decision Making a supporto dei processi di Public Management

di Antonio G. Latora - Agenzia per la Coesione Territoriale
Gabriella Nicosia - Università di Catania
Natalia Trapani - Università di Catania


L’era del digitale mette a disposizione dei Decision Maker di ambito business e/o government, una quantità di informazioni tale da rendere particolarmente critica la ponderazione e assunzione di criteri decisionali da adottare nella valutazione delle possibili alternative. In un mondo caratterizzato da una complessità decisionale in costante crescita, le metodologie di Multi Criteria Decision Making, in modo particolare la metodologia denominata Value - Analytic Hierarchy Process, costituiscono un innovativo, efficace strumento di supporto alle decisioni di Public Management poste in essere quotidianamente a livello politico, dirigenziale e tecnico. L’articolo descrive nel dettaglio la metodologia “lean” V-AHP e riporta esempi applicativi della stessa nell’ambito dei processi di portfolio, program e project management che caratterizzano l’attività di Public Management. Un esempio concreto del valore aggiunto che le metodologie dell’ingegneria gestionale possono apportare alla “Value Chain” della pubblica amministrazione.
luglio 26, 2018

Il nuovo modello di servizio Inps: quale significato e quali competenze

di Anna Grillo - Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"

Scopo di questo lavoro è quello di presentare una sintetica disamina sul nuovo e recente modello di servizio adottato dal più grande e complesso Ente previdenziale italiano ed europeo: l’Inps. La scelta di adottare un nuovo modello organizzativo è stata dettata dalla portata innovativa e dalla densità di provvedimenti legislativi di soppressione e accorpamento all’Inps di altri enti previdenziali, che hanno comportato, negli ultimi anni, un accrescimento delle sue attività e disaggregazione delle funzioni, con conseguente necessità di operare modifiche non solo dell'assetto organizzativo, ma anche della dotazione organica del personale, delle risorse finanziarie e del complesso dei servizi offerti alla collettività. Al fine di superare le forti contrapposizioni di competenze esistenti e nell’ottica di conseguire una maggiore efficienza nell’erogazione dei servizi, a partire dal 2016, l’Inps attua un nuovo modello di fornitura dei servizi articolato su tre principi cardine: centralità dell’utente, digitalizzazione e riduzione dei costi. Anche in connessione ai nuovi principi, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, dettati dai recenti interventi legislativi, il contributo che segue, meramente ricognitivo, intende riportare attraverso lo studio e la lettura di una serie di regolamenti deliberati dell’Istituto, articolati per temi significativi, lo stato di avanzamento delle misure organizzative avviate e individuarne l'attuale impatto in chiave prospettica.
luglio 26, 2018

La pubblica amministrazione responsabile: un caso di digital welfare

di Martina Visentin - Università degli Studi di Padova
e Giulio Antonini - Istituto Universitario Salesiano di Venezia


L’obiettivo di questo contributo – attraverso la presentazione di uno studio di caso, il Progetto WeGovNow – vuole offrire una riflessione critica sulla pubblica amministrazione e il ruolo innovativo che può assumere nel welfare digitale, una forma di welfare che sta emergendo grazie all’approccio dell’innovazione sociale. Il progetto WeGovNow, finanziato grazie a Horizon 2020 (www.wegovnow.eu), sviluppa l’utilizzo di piattaforme tecnologiche che consentono il passaggio di paradigma dall’e-Government (cittadini utenti) al We-Government (cittadini partner) dando luogo a nuovi tipi di interazione nella co-produzione dei servizi rivolti al cittadino e nello sviluppo di approcci inclusivi e soluzioni innovative per lo sviluppo della comunità. Una piattaforma inclusiva e accessibile a tutti i cittadini consentirà di segnalare problemi, suggerire miglioramenti, trattare temi di natura strategica, proporre soluzioni e votare suggerimenti concreti per azioni di politica locale in grado di compensare la carenza di risorse che ormai caratterizza i servizi pubblici. Sono 12 i partners di progetto: Empirica (leader del progetto) | Città di Torino | Comune di San Donà di Piave | Fondazione Giacomo Brodolini | Funka Nu AB | Infalia PC | LiquidFeedback | London Borough of Southwark | Mapping for Change | Universität Heidelberg | University College London | Università degli Studi di Torino. Il progetto, finanziato dalla Commissione Europea, è quindi incentrato sull’utilizzo di piattaforme tecnologiche per il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali che riguardano il miglioramento del territorio in cui vivono. La prima parte del paper illustra il contesto entro cui si muove la pubblica amministrazione, caratterizzato da un difficile rinnovamento fra processi di ricalibratura del welfare e pratiche di innovazione sociale. La parte centrale del paper vede la descrizione del progetto WeGovNow che si costituisce come tema centrale attorno al quale si tenterà di delineare alcune pratiche – apprese grazie al progetto – che possono suggerire potenziali vie da percorrere per l’innovazione dell’attuale pubblica amministrazione.

DIALOGHI

luglio 26, 2018

Gli anelli di Saturno: analisi e proposte su governance e management di Roma Capitale

di Andrea Venanzoni - Università degli Studi Roma Tre

Roma, Capitale e al tempo stesso ente locale. Entità misteriosa e complessa, labirintica ed elefantiaca, la cui dirigenza, numericamente assai ridotta, è chiamata a sfide sempre più rilevanti. Il saggio analizza capillarmente la caratterizzazione della struttura capitolina e del suo management, i punti di caduta, le principali funzioni svolte, e avanza proposte concrete per una razionalizzazione non più solo meramente amministrativa ma anche proattiva e gestionale che parta proprio dal ruolo centrale di una rinnovata dirigenza.
luglio 26, 2018

La ristrutturazione del debito finanziario degli enti territoriali: valorizzazione di un’esperienza regionale

di Alessandra Sartore - Regione Lazio
e Andrea Sabbadini - Regione Lazio


Nell’ambito delle azioni di ristrutturazione del debito finanziario poste in essere dagli enti territoriali, si segnala come particolarmente significativa l’esperienza della Regione Lazio, sia in termini di ampiezza del portafoglio di debito finanziario interessato che in relazione ai risparmi di spesa conseguiti. A favorire le politiche di liability management poste in essere dalla Regione ha contribuito l’importante azione realizzata dal MEF a decorrere dal 2013, volta a coordinare il debito degli enti territoriali, ed in particolare delle regioni, non più solamente attraverso modalità di controllo e confronto formali, ma dotando gli enti di regole chiare e strumenti più incisivi per la realizzazione delle politiche di ristrutturazione. Si è provveduto, in particolare, ad individuare in modo compiuto e definitivo gli spazi di operatività degli enti territoriali in relazione ai contratti derivati in essere (L. 147/2013); ma soprattutto, è stato realizzato con l’approvazione dell’articolo 45 del D.L. 66/2014 un intervento organico di ristrutturazione del portafoglio di debito regionale, che ha interessato i mutui contratti dalle regioni con il MEF, i mutui gestiti da Cassa Depositi e Prestiti per conto del MEF e i titoli obbligazionari emessi dalle regioni. L’ultima operazione di ristrutturazione posta in essere dalla Regione Lazio, sicuramente la più complessa, ha riguardato il parziale riacquisto dell’operazione di cartolarizzazione denominata San.Im, segnando peraltro il ritorno degli enti territoriali italiani sulla scena del mercato internazionale dalla crisi finanziaria del 2008. L’articolo ripercorre i tratti salienti delle operazioni di ristrutturazione del debito poste in essere dalla Regione Lazio negli ultimi anni, rappresentando la testimonianza di come sia possibile, anche per un Ente Territoriale che ha intrapreso da qualche anno la strada del risanamento del bilancio dopo un lungo periodo di criticità finanziaria, affrontare con successo le sfide dell’efficienza, dell’affidabilità e della credibilità internazionale.
luglio 26, 2018

Il factoring verso la pubblica amministrazione come leva di sviluppo dell’economia italiana: benefici, ostacoli e possibili soluzioni

di Alessandro Carretta - Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"
e Diego Tavecchia - Associazione Italiana per il Factoring


In Italia, la spesa della pubblica amministrazione rappresenta una componente assai significativa del Prodotto Interno Lordo e, di conseguenza, svolge un ruolo rilevante nel sistema economico del nostro paese e ciò si riflette nei bilanci delle imprese fornitrici. È noto, tuttavia, come la pubblica amministrazione italiana abbia storicamente la tendenza a onorare in ritardo i propri debiti di fornitura. Il factoring e, in generale, la cessione del credito rappresentano lo strumento ideale a supportare i fornitori della Pubblica amministrazione nel far fronte ai fabbisogni finanziari e gestionali connessi ai relativi crediti commerciali, e stimolare la ripresa economica, potenziando il meccanismo del moltiplicatore della liquidità con effetti diretti ed indotti sull’economia. Tuttavia, sebbene lo strumento della cessione del credito verso la pubblica amministrazione sia già ampiamente diffuso in Italia, esso è assoggettato a numerosi vincoli, adempimenti e requisiti (anche di natura prudenziale) che ne ostacolano il pieno sviluppo. È necessario individuare soluzioni di sistema volte a riconoscere il ruolo cruciale svolto dalla cessione del credito per i fornitori della PA, riducendo le frizioni generate dall’attuale assetto normativo e adattando anche la normativa prudenziale alla reale rischiosità dello strumento, al fine di garantire il supporto alle imprese e, nella prospettiva macroeconomica, un potente stimolo alla ripresa. Sono, quindi, auspicabili politiche di semplificazione delle formalità e degli adempimenti richiesti agli enti pubblici in caso di cessione, rimozione dei privilegi, non più adeguati ai tempi e sensibilizzazione delle istituzioni europee sulla necessità di introdurre correttivi alle regole di individuazione del default per le cessioni di crediti commerciali verso la PA.