Luglio 26, 2018

Il factoring verso la pubblica amministrazione come leva di sviluppo dell’economia italiana: benefici, ostacoli e possibili soluzioni

di Alessandro Carretta - Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"
e Diego Tavecchia - Associazione Italiana per il Factoring


In Italia, la spesa della pubblica amministrazione rappresenta una componente assai significativa del Prodotto Interno Lordo e, di conseguenza, svolge un ruolo rilevante nel sistema economico del nostro paese e ciò si riflette nei bilanci delle imprese fornitrici. È noto, tuttavia, come la pubblica amministrazione italiana abbia storicamente la tendenza a onorare in ritardo i propri debiti di fornitura. Il factoring e, in generale, la cessione del credito rappresentano lo strumento ideale a supportare i fornitori della Pubblica amministrazione nel far fronte ai fabbisogni finanziari e gestionali connessi ai relativi crediti commerciali, e stimolare la ripresa economica, potenziando il meccanismo del moltiplicatore della liquidità con effetti diretti ed indotti sull’economia. Tuttavia, sebbene lo strumento della cessione del credito verso la pubblica amministrazione sia già ampiamente diffuso in Italia, esso è assoggettato a numerosi vincoli, adempimenti e requisiti (anche di natura prudenziale) che ne ostacolano il pieno sviluppo. È necessario individuare soluzioni di sistema volte a riconoscere il ruolo cruciale svolto dalla cessione del credito per i fornitori della PA, riducendo le frizioni generate dall’attuale assetto normativo e adattando anche la normativa prudenziale alla reale rischiosità dello strumento, al fine di garantire il supporto alle imprese e, nella prospettiva macroeconomica, un potente stimolo alla ripresa. Sono, quindi, auspicabili politiche di semplificazione delle formalità e degli adempimenti richiesti agli enti pubblici in caso di cessione, rimozione dei privilegi, non più adeguati ai tempi e sensibilizzazione delle istituzioni europee sulla necessità di introdurre correttivi alle regole di individuazione del default per le cessioni di crediti commerciali verso la PA.
Luglio 26, 2018

La ristrutturazione del debito finanziario degli enti territoriali: valorizzazione di un’esperienza regionale

di Alessandra Sartore - Regione Lazio
e Andrea Sabbadini - Regione Lazio


Nell’ambito delle azioni di ristrutturazione del debito finanziario poste in essere dagli enti territoriali, si segnala come particolarmente significativa l’esperienza della Regione Lazio, sia in termini di ampiezza del portafoglio di debito finanziario interessato che in relazione ai risparmi di spesa conseguiti. A favorire le politiche di liability management poste in essere dalla Regione ha contribuito l’importante azione realizzata dal MEF a decorrere dal 2013, volta a coordinare il debito degli enti territoriali, ed in particolare delle regioni, non più solamente attraverso modalità di controllo e confronto formali, ma dotando gli enti di regole chiare e strumenti più incisivi per la realizzazione delle politiche di ristrutturazione. Si è provveduto, in particolare, ad individuare in modo compiuto e definitivo gli spazi di operatività degli enti territoriali in relazione ai contratti derivati in essere (L. 147/2013); ma soprattutto, è stato realizzato con l’approvazione dell’articolo 45 del D.L. 66/2014 un intervento organico di ristrutturazione del portafoglio di debito regionale, che ha interessato i mutui contratti dalle regioni con il MEF, i mutui gestiti da Cassa Depositi e Prestiti per conto del MEF e i titoli obbligazionari emessi dalle regioni. L’ultima operazione di ristrutturazione posta in essere dalla Regione Lazio, sicuramente la più complessa, ha riguardato il parziale riacquisto dell’operazione di cartolarizzazione denominata San.Im, segnando peraltro il ritorno degli enti territoriali italiani sulla scena del mercato internazionale dalla crisi finanziaria del 2008. L’articolo ripercorre i tratti salienti delle operazioni di ristrutturazione del debito poste in essere dalla Regione Lazio negli ultimi anni, rappresentando la testimonianza di come sia possibile, anche per un Ente Territoriale che ha intrapreso da qualche anno la strada del risanamento del bilancio dopo un lungo periodo di criticità finanziaria, affrontare con successo le sfide dell’efficienza, dell’affidabilità e della credibilità internazionale.
Luglio 26, 2018

Gli anelli di Saturno: analisi e proposte su governance e management di Roma Capitale

di Andrea Venanzoni - Università degli Studi Roma Tre

Roma, Capitale e al tempo stesso ente locale. Entità misteriosa e complessa, labirintica ed elefantiaca, la cui dirigenza, numericamente assai ridotta, è chiamata a sfide sempre più rilevanti. Il saggio analizza capillarmente la caratterizzazione della struttura capitolina e del suo management, i punti di caduta, le principali funzioni svolte, e avanza proposte concrete per una razionalizzazione non più solo meramente amministrativa ma anche proattiva e gestionale che parta proprio dal ruolo centrale di una rinnovata dirigenza.